Epidemia Covid-19. Tragedia inevitabile o conseguenza di un atto deliberato?

L’emergenza Covid-19 ha fermato la nostra economia. Ma anche quella di altri paesi europei. L’emergenza Covid-19, però, non ha fermato una cosa che in molti, forse, hanno sottovalutato. E cioè la competizione degli Stati sul piano internazionale. Sì, perché la corsa va avanti. E il sospetto che la pandemia sia solo uno sfondo ad un nuovo scenario politico è più che lecito. Ad ogni modo, l’emergenza sanitaria sta influendo, e non poco, sulla politica internazionale. 

Di questo ne ha parlato il senatore Massimo Candura in diretta Facebook sulla pagina dell’Accademia Federale Lega insieme a Mirco Melchiono e al senatore Manuel Vescovi. E la chiave del suo discorso è racchiusa in una foto. Questa cartina geografica pubblicata sul sito del Fondo Monetario Internazionale che mostra gli Stati e il loro livello di PIL. “Quello che vedete è chiaro agli occhi di tutti. L’unica potenza che ha il PIL in crescita è la Repubblica Popolare Cinese, insieme a qualche Stato africano (Etiopia e Tanzania che, tra l’altro, sono “clienti” della Cina). E questo non è un caso. L’andamento del PIL è chiaramente una conseguenza degli effetti della pandemia. E guarda caso il paese da cui si è originata questa emergenza è in crescita”.

Epidemia tragedia inevitabile o conseguenza di un atto deliberato? Viene da chiederselo, andando avanti nei ragionamenti portati in luce nel corso della diretta. “Vedete, a livello internazionale l’epidemia non ha congelato la competizione tra le potenze. Non è un caso se Donald Trump non ha voluto riconoscere l’epidemia tanto da fare un lockdown negli Stati Uniti. Perché se chiudi il paese e tagli l’economia, perdi risorse per poter competere sul piano internazionale. Ogni Stato ha reagito in maniera diversa a seconda della forma di governo. Se io governo un paese democratico penso a sostenere sanità e welfare, tagliano ricerca, difesa e sviluppo. Ma se io sono un dittatore posso anche decidere che la gente che soffre si tiene la sofferenze e per il settore militare magari spendo anche più di prima”. 

Una sintesi chiara e lucida per dire che “la corsa agli armamenti non si è fermata. La pandemia fa da sfondo a tutto questo, mentre gli Stati continuano a lavorare a livello militare. Questo vuol dire che le democrazie (che hanno stanziato fondi per il welfare tagliando su difesa ed economia) avranno problemi di competitività sul fronte internazionale. E’ sbagliato e immorale togliere la difesa ai nostri cittadini. Perché domani questo comportamento lo paghiamo a caro prezzo. Come pagheremo caro il fatto di aver perso la Libia”. 

Su questo fronte, il senatore Candura è stato chiaro: “Quando gli Stati Uniti hanno voluto disimpegnarsi, noi dovevamo essere pronto a sostituirli, perché la nostra marina militare è la prima potenzia marittima nel quadrante del Mediterraneo centrale. In uno scenario di guerra dichiarata, abbiamo deciso di rinunciare a tutto. Questo non è pacifismo, ma idiozia. Ci siamo chiusi in noi stessi pensando al bonus monopattino. Il mondo non è chiuso dentro i confini dell’Italia. Continua a marciare e a combattere anche se è malato e ha il coronavirus. E noi stiamo facendo finta di niente. Le spese a sostegno della difesa, se fatte con criterio, servono per il benessere dei cittadini. Servono per difendere i nostri interessi all’estero”.