Bergesio: “Questa politica assistenzialista non aiuta le piccole e medie imprese”

“Vengo da una terra in cui ci sono tantissime imprese iscritte alla Camera di Commercio. Questa politica assistenzialista non paga le piccole e medie imprese. Abbiamo già approvato delle misure e ci sono già altri ristori preannunciati. Ma noi dobbiamo dare un futuro al nostro Paese. Serve una vera strategia per tutelare le nostre produzioni”. Non usa giri di parole il senatore Giorgio Bergesio nel corso della diretta Facebook sulla pagina dell’Accademia Federale Lega. 

“Il seguo il settore agroalimentare. Sapete qual è la situazione? Mancano tanti decreti attuativi. Le nostre aziende hanno bisogno di risposte immediate. E’ vero che sono state stanziate delle risorse per i territori. Ma non sono sufficienti. Bisogna capire quali sono le esigenze. Quella delle filiere agroalimentari è una problematica seria. Nel primo decreto ristori erano stati previsti 100milioni di euro. Corretto. Peccato che poi nel ristori bis quella norma è stata cancellata. Tutto questo è sintomo di un deterioramento della politica seria”. 

Una battuta anche sul decreto sicurezza e immigrazione: “Con questo provvedimento ritorniamo ad un caporalato serrato con tante persone che lavoreranno in nero. Eppure non si ha il coraggio di dirlo. Perché verranno falsificati i permessi di soggiorno e i contratti di lavoro. Una cosa grave per il ministro Bellanova che vuole essere la paladina nella lotta al caporalato”. 

Centrale anche il tema che riguarda la concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo: “La Rai è la prima azienda culturale del Paese. Con oltre 14mila dipendenti e un fatturato importante. Peccato che dovrebbe essere garantito il pluralismo su tutte le reti e invece assistiamo ad una tendenza a essere filogovernativi e dimenticarsi che l’ascoltatore è una persona che si rivolge anche a noi. Riceviamo tante sollecitazioni e stiamo cercando di dare il massimo perché vogliamo che si smetta di pensare che la Rai sia solo di una parte. Agli italiani dobbiamo dare una televisione trasparente chiara, non faziosità”.

Infine, le infrastrutture. “La rete Asti-Cuneo, che collega la città alla Pianura Padana, dopo tanti accordi non è stata completata. Cosa manca? Una firma del Mef. Vorrei anche ricordare che l’alluvione del 2 e 3 ottobre ha devastato questa terra. In conferenza, il ministro De Micheli aveva annunciato la nomina imminente di un commissario. Mai stata fatta. Quell’alluvione ha creato un danno di un miliardo. Sapete quanto è stato stanziato per il Piemonte? 15 milioni di euro. Io non riesco a capire. Manca la volontà di tutelare le zone del Paese dove si lavora e si produce. Il Piemonte è il quarto contributore attivo del Paese. Mi auguro che prima o poi qualcuno abbia la testa di pensare ai territori. 

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