Dal privato al pubblico, la mentalità imprenditoriale per rilanciare il nostro Paese

Cosa succederebbe se la giustizia fosse vista come un’azienda? E’ quello che si sono chiesti gli autori del libro “Le sfide future per la giustizia”, frutto di una collaborazione tra l’Università degli Studi di Verona e il Tribunale di Vicenza. Una pubblicazione che analizza i possibili sviluppi di un modello che vedrebbe all’interno dei Tribunali quella mentalità imprenditoriale per migliorare al meglio lo svolgimento dei processi, magari partendo dalla riduzione dei tempo morti che allungano i procedimenti. La riflessione è emersa nel corso della diretta Facebook dell’Accademia Federale Lega insieme al deputato Erik Umberto Pretto, che ha sottolineato come quello dell’imprenditorialità sia un principio che va promosso all’interno della pubblica amministrazione. 

“Credo che il nostro Paese sia diventato grande grazie a questo concetto. Imprenditorialità significa far affidamento sulle proprie forze, sulle proprie capacità e realizzare un qualcosa che possa andare oltre e che possa rappresentare un valore non solo per l’imprenditore ma anche per l’intera collettività”. 

Imprenditorialità, dunque, come capacità di analizzare i problemi, come voglia di mettersi in discussione, assumersi dei rischi, coordinare il lavoro di un gruppo di persone. Un concetto che, dice l’onorevole Pretto, può essere importato all’interno delle pubbliche amministrazioni, come uno degli strumenti che più di ogni altro può contribuire al rilancio della nostra nazione. “Se anche all’intero del pubblico impiego non ci si limitasse ad assecondare degli ordini importi e se ci fosse quella volontà da parte dei dipendenti pubblici di mettersi in discussione e trovare, di propria iniziativa, soluzioni ai problemi, allora potrebbe nascere una sinergia importante con il cittadino che potrebbe farlo sentire già vicino allo Stato. Il rilancio del nostro Paese è basato su un cambio di mentalità”.

“Proprio ora – continua Pretto – che stiamo vivendo una crisi sanitaria, sociale ed economica, è arrivato il momento di invertire la rotta. Adottare una mentalità imprenditoriale anche nel pubblico può veramente fare la differenza tra un’amministrazione efficiente e una che invece fa solo perdere tempo ai suoi cittadini. Vedete, nel panorama politico c’è stato chi si è lanciato in dichiarazioni del tipo “uno vale uno”. Ma le caratteristiche di ogni persona, e noi della Lega lo sappiamo benissimo, sono fondamentali. Il sentimento di antipolitica degli ultimi anni è anche il frutto di questa incapacità da parte dello Stato di dare risposte efficienti, anche attraverso i suoi uffici territoriali. Uffici che hanno dimostrato di essere lunghi nello svolgimento delle pratiche e molto burocratici. Ecco, se ci fosse più spazio per i dipendenti, affinché possano essere più liberi di creare soluzioni e visioni nuove, potremmo assistere alla nascita di un sistema che può dare maggior coraggio e supporto ai cittadini e alle imprese che oggi sono lasciate da sole e ascoltate solo da alcuni esponenti e partiti politici. La burocrazia è ormai diventata ingestibile. Soltanto vincendo questa battaglia possiamo creare un futuro migliore, per noi e per i nostri figli”.

L’importanza della mentalità imprenditoriale nel pubblico, dunque, ma anche il principio della meritocrazia per rilanciare il Paese. “Bisognerebbe riuscire a premiare le persone sulla base del merito. Perché questo significherebbe dare più spazio a chi ha veramente voglia di mettersi in gioco, diversificando le persone che vogliono essere creativa e hanno voglia di impegnarsi per trovare soluzioni da quelle che, invece, si limitano a ricoprire una posizione”. 

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