DPCM di Natale, Rufa: “Sono categorici, ma poi ti lasciano la libertà di decidere”

“E’ meglio scherzare, perché qui ci sarebbe da piangere”. Inizia così l’ultima diretta settimanale per l’Accademia Federale Lega. Ospite il senatore Gianfranco Rufa che, insieme al collega Manuel Vescovi e a Mirco Melchionno, commenta l’ultimo DPCM, quello cioè che riguarda le disposizioni in vista del periodo natalizio. “E’ una situazione assurda – dice Rufa – La prima cosa che appare strana che il Governo non ha pensato alle persone separate o che abitano in diversi comuni. In pratica ci stanno trattando come se fossimo dei numeri. Loro decidono e noi ci accingiamo a fare quello che vogliono. Io capisco che è difficile prendere delle decisioni in un momento così delicato, ma ci vuole anche un po’ di buon senso. Cosa che loro non hanno”.

Incalzato da una riflessione sulle condizioni che consentiranno gli spostamenti dal 21 a 6 gennaio, Rufa risponde così: “Salute, lavoro o necessità. Bene, cosa intendiamo per necessità? Perché necessità potrebbe essere anche quella di un ragazzo che vuole andare a salutare la propria compagna che si trova in un altro comune. Capite bene che il metodo è sbagliato. Perché prima sono categorici, ma poi ti lasciano la libertà di decidere, creando imbarazzo. E poi, consentitemi di mandare un abbraccio alle Forze dell’ordine che si trovano a dover applicare delle regole del genere”.

E aggiunge: “ Se queste persone al Governo fossero corrette, potremmo anche giustificare il periodo difficile che impone scelte anche impopolari. Ma qui il problema è che siamo arrivati a 95 giorni che abbiamo 18 persone sequestrate in Libia e nessuno dice niente. A partire dal nostro ministero degli Esteri. E tutti gli altri stanno in silenzio per paura, forse, che saltino degli accordi. Dico solo che se al posto suo ci fosse stato Matteo Salvini, ne avrebbero chiesto già le dimissioni. 

“E’ imbarazzante – continua in diretta il senatore Rufa – che queste persone al Governo si permettano di rivolgere offese gratuite in aula e continuino a chiedere la nostra collaborazione quando poi si comportano in maniera completamente opposta. Oltretutto, sono anche presuntuosi. Ma che ne sanno dei ristoratori, a cui stanno chiedendo di pagare le tasse nonostante le perdite economiche? Cosa ne sanno se non hanno mai lavorato? E chi ha un passato alle spalle, lo sta rinnegando. Quello che chiediamo è che ci sia una regolarità, un’armonia di regolamento e soprattutto rispetto delle persone. Abbiamo presentato degli emendamenti per chiedere la proroga dei pignoramento. Chi non ha lavorato in questi mesi, non si riprende in un mese. Oggi l’unico che sta guadagnando è Amazon. Che sta facendo faticare i nostri ragazzi, mentre sotto casa i piccoli commercianti sono costretti a chiudere”.

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