“Finché c’è Covid, c’è Speranza (il ministro)”. La riforma del MES piegata alle logiche di potere

Il momento è propizio. Perché mentre i senatori Stefano Candiani e Manuel Vescovi sono collegati con l’Accademia Federale della Lega  per la diretta sulla pagina facebook, nell’aula di Palazzo Madama si sta consumando l’ennesima operazione della maggioranza a danno dei cittadini e dell’Italia. “Se qualcuno aveva mostrato dei dubbi sul fatto che questa sera poteva cadere il Governo, si sbagliava. Finché c’è covid, c’è Speranza. E mi riferisco, naturalmente, al ministro. E’ chiaro che quando calerà l’attenzione sull’emergenza sanitaria, la pressione politica all’interno della maggioranza aumenterà. Cosa sta succedendo? Partito Democratico e Movimento 5 Stelle stanno gestendo i loro contrasti in funzione della crisi economica e pandemica. Chiusa la partita Covid, riesploderanno le tensioni e avremo la possibilità di scardinare questo Governo”. 

Il senatore Candiani non usa mezzi termini e mostra subito la risoluzione di maggioranza sulla modifica del Mes che, alla fine, è stata approvata dal Senato. “Il Meccanismo europeo di stabilità è stato piegato alla logica di governo di perseverare e andare avanti”. A dimostrazione di questo, Candiani mostra il titolo di un’intervista a Roberto Fico che qualche giorno fa è apparso sulle colonne del Corriere della Sera. “La maggioranza ha il dovere di sostenere Conte. Ma vi sembra normale? Io dal presidente della Camera mi sarei aspettato un’altra cosa. La maggioranza ha il dovere di sostenere il Paese, non Conte. Questo Governo non sta pensando a risolvere i problemi del Paese. Sta andando avanti perché sanno benissimo che senza Conte si va al voto”. 

Candiani, poi, entra nel merito della risoluzione. E dice: “Sostanzialmente, secondo loro, dovremmo semplicemente prenderne atto, perché non si può più far nulla, finalizzare un accordo politico, nel senso che non si discute più, e sostenere la modifica al MES. In più, senza nessun tipo di vincolo e subordinata a qualche garanzia”. 

Il riferimento, poi, alla situazione della Grecia. “Queste norme, in Grecia, hanno prodotto uno sconquasso del Paese. Chiediamoci come mai nessuno Stato europeo ha dichiarato di voler accedere al MES. Soltanto l’Italia. Ricordiamoci anche che questo soldi che ci vengono prestati, sono soldi che noi stessi paghiamo”. 

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