Istruzione, Alessandrini: “Il Governo si è dimenticato della scuola”

Formazione in presenza, perché le relazioni sono importantissime. Ma in un momento del genere, questa esigenza deve fare i conti con la necessità di doversi adattare. Ne è certa anche la senatrice Valeria Alessandrini che a proposito di scuola e istruzione è intervenuta in diretta per raccontare sulla pagina dell’Accademia Federale Lega cosa sta succedendo in un momento difficile e particolare come quello a cui stiamo assistendo. 

“Tutti i giorni ricevo chiamate dai dirigenti scolastici alle prese con la mancanza di insegnanti per le scuole che possono ancora garantire la didattica in presenza. Viceversa, sono tanti gli istituti che non hanno strumenti per quella a distanza. E il ministro Azzolina non ci sta garantendo nulla. La sua unica preoccupazione è quella di andare in tv, a fare le interviste, mentre la sua attività politica non ha nessun tipo di programmazione. Il Governo millanta fondi che sarebbero destinati per cercare di salvaguardare il principio dell’istruzione. Posso garantirvi che, se mai ci saranno, sarà comunque troppo tardi. La scuola è stata dimenticata, soprattutto dal punto di vista dei fondi. Mancano anche quelli per gli interventi strutturali”. 

“Immaginate – continua ancora la senatrice – cosa sarebbe successo se quei milioni investiti sui banchi a rotelle, oggi inutilizzati dato che era prevedibile una situazione del genere, fossero serviti per formare i docenti in vista della didattica a distanza e per aiutare le famiglie ad acquistare gli strumenti per l’istruzione dei propri figli. Dov’era il Governo in questi mesi, quando bisognava organizzarsi per garantire il diritto allo studio ai nostri ragazzi?”.

C’è poi il fronte caldo del concorso, su cui la Lega ha fin da subito espresso la sua contrarietà. “A cosa serviva farlo in un momento delicato come questo? Hanno fatto circolare 60mila insegnanti per poterlo fare, senza pensare che garantire il diritto allo studio significa soprattutto garantire il diritto alla salute, dei docenti e degli insegnanti. Per non parlare del fatto che in tantissimi non hanno potuto partecipare perché magari in isolamento. Per cosa poi? Per arrivare ad avere classi sfornite di insegnanti. Tutto questo è terribile. Il Governo ha stanziato fondi per il monopattino mentre ci sono tante famiglie che non hanno gli strumenti per far studiare i propri figli”. 

Poi, l’affondo. “Tutti i lunedì il ministero contatta gli istituti per poter avere i numeri e studiare l’andamento scolastico. Mi chiedo, come mai questi numeri non vengono resi pubblici? Stanno nascondendo i dati reali. Stanno insabbiando la loro incapacità. Noi continueremo a farci portavoce dei genitori, degli studenti, degli insegnanti. Non possiamo permettere che il mondo dell’istruzione perda il suo valore”. 

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