Vescovi: “Questo Governo vive di tattica. Dobbiamo dare una strategia al nostro Paese”

“Assistiamo a scene in cui Renzi chiede un ministero in più. Qualcun altro dice di andare tutti a casa. Rendiamoci conto. In piena pandemia mondiale questo Governo vive di tattica politica”. Il Responsabile dell’Accademia Federale Lega, Manuel Vescovi, commenta in diretta Facebook, insieme a Mirco Melchionno, i fatti degli ultimi giorni. Una buona notizia: il ritorno di Chico Forti che dopo vent’anni torna in Italia per scontare la pena dopo una lunga detenzione negli Stati Uniti. “E un grande successo – commenta il senatore Vescovi – Sono contento. Mi auguro che possa esserci una revisione del processo. Provate a pensare se fosse veramente innocente come si è più volte dichiarato”. 

La diretta Facebook è occasione anche per porre i migliori auguri al nuovo commissario della Toscana. “Mario Lolini è stato scelto da Matteo Salvini per rappresentare la Toscana. E’ una persona straordinaria. Vedete, Matteo ha creato una squadra vincente di persone nuove, espressioni dei territori. La vittoria sta proprio in questo: saper assegnare a ciascuno il ruolo giusto in base alle proprie caratteristiche. Questa è l’abilità di un leader”. 

E in fondo è proprio quello che ha fatto Vescovi nei cinque anni in cui ha ricoperto l’incarico di segretario della Toscana, dal 2013 al 2018. Quando sono arrivato io, la Lega sfiorava una percentuale vicina allo 0,6%. Abbiamo creato una squadra e vinto in sei capoluoghi di provincia. Un’esperienza bellissima”. 

A breve, uscirà il libro del senatore Vescovi che prende spunto dal disegno di legge costituzionale presentato lo scorso luglio in Senato e che modifica l’assetto costituzionale: “Ritengo che oggi l’Italia sia pronta per il grande cambiamento. Puoi mettere chiunque a governare il Paese. Ma con le regole che abbiamo, nessuno può farcela. Siamo in una situazione di ingovernabilità totale. Tenete presente che il nostro presidente del consiglio è passato da una cattedra di Firenze a un ruolo istituzionale con cui ci restringe la libertà personale. E non è stato eletto da nessuno. Certo, la nostra Carta lo permette, ma il concetto è sbagliato. Ecco perché credo negli Stati Uniti d’Italia che trovano forza in otto punti fondamentali. Prima di tutto, un’autonomia vera alle Regioni grazie al Federalismo. Poi, elezione diretta del Presidente. Ancora, il concetto di imprenditività basato sulla produzione e sulle competenze. Quarto punto, la riforma della magistratura con la separazione delle carriere e l’aumento dell’organico. Quinto, la politica estera e il ruolo dell’Italia che deve tornare ad essere un punto di riferimento nel Mediterraneo allargato. E poi, l’identità, quella che i nostri territori devono ritrovare”. 

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